Quando Halloween si festeggiava in Italia

Ogni festa, ogni tradizione popolare ha una sua storia e una sua ragione di essere. Anche Halloween, seppur erroneamente considerata una festività prettamente americana trapiantata in italia, ha orgini antichissime ed era festeggiata anche nel nostro paese fin fall'inizio del Novecento. Cerchiamo di comprendere l'etimologia del nome di questa festa. La parola Halloween deriva dalla frase "All Hallows Eve" che tradotta significa "Notte di tutti gli spiriti sacri", dove spiriti sacri indicava i defunti e più in generale gli spiriti ultraterreni che popolavano le leggende, e non i santi cattolici come spesso sentiamo dire.


Questo termine faceva riferimento alla notte in cui i Celti festeggiavano la memoria dei loro antenati. Samhain era infatti la ricorrenza annuale che segnava la fine dell'estate, l'arrivo dell'inverno e la transumanza del bestiame. Una sorta di capodanno celtico. Si ringraziavano gli dèi per il raccolto dell’anno appena concluso e per il bestiame in salute e si invocava la loro benevolenza per l’anno in procinto di cominciare. Tema centrale del Samhain era la morte, condizione che la popolazione celta viveva in quel periodo: la terra in inverno era come addormentata, la vita condotta durante i periodi più caldi dell’anno era morta per alcuni mesi, e tutto si spostava nel sottosuolo luogo di riposo dei morti. Ecco che il tutto si collega al culto dei morti che nel popolo celtico era molto sviluppato. Le usanze pagane, specialmente quelle funembri legati al ricordo dei cari estinti, erano molto difficili da debellare da parte della Chiesa. Certe cresenze erano troppo radicate nella società e, proprio per questo, non sarebbe servito a nulla proibirle o demonizzarle. Occorreva invece trasformarle e farle proprie. La Chiesa, che aveva tollerato per secoli queste manifestazioni, a un certo punto decise di prendere provvedimenti e nell'anno 738, Papa Gregorio III fece appositamente spostare festa dei Santi dal 13 maggio al 1° novembre per sovrapporla a quella pagana. Tuttavia i rituali, i travestimenti, i falò, i lumini e le offerte di cibo continuarono per molto tempo, poiché la popolazione era legata ad essi da secoli e non aveva alcuna intenzione di rinunciarvi. Fu così che nel X secolo la Chiesa aggiunse anche la "Festa dei Morti" al 2 novembre: una festa dedicata ai morti terreni che in qualche modo andava a giustificare e tollerare gli antichi rituali pagani ancora in auge. E così arriviamo ai primi decenni del '900, quando in molte parti d'Italia i festeggiamenti a cavallo tra il 31 ottobre e il 2 novembre ricalcavano ancora fedelmente gli antichi usi pagani. Le anime dei morti in queste notti vagavano insieme a quelle dei vivi. Bisognava mascherarsi per non farsi riconoscere e confondersi tra di loro.Ecco allora bambini vestiti da fantasmi e zucche tagliate a forma di volto. In realtà in Italia i dettagli sulle usanze cambiano di regione in regione. "Solo una cosa era cambiata: il nome. A causa della frammentarietà regionale che da sempre caratterizza l'Italia, ogni regione chiamava Halloween in maniera diversa. Ancora oggi troviamo Is Animeddas e Su Mortu Mortu in Sardegna e la Notte delle Lumere (le zucche con il lumino) in Sicilia e in Lombardia. Anche la comunione con i defunti attraverso l'offerta di cibo non è cambiata così abbiamo le Ossa dei Morti e il Pane dei Morti in Umbria, Marche, Lombardia e Veneto; in Piemonte si aggiunge un posto a tavola per gli spiriti; in Liguria i bimbi ricevono un dolcetto chiamato il Ben dei Morti; in alcuni paesini della Calabria si imbandisce un piccolo banchetto accanto alle tombe dei defunti, proprio come facevano gli Etruschi. A Manfredonia qualcuno ancora appende al muro la cosiddetta "Calza dei Morti" che nella notte tra il 1° e il 2 novembre viene riempita di dolci per i più piccoli. In alcune regioni i nonni raccontano che da bambini si travestivano da fantasmi per spaventare i passanti e intagliavano le zucche con facce mostruose"1].






1.levereoriginidihalloween.it


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