Esorcismi e possessione demoniaca in Italia: l'inquietante fenomeno nel documentario shock di un

L'esorcismo (dal latino tardo exorcismus, greco ἐξορκισμός, composto di ἐξ, rafforzativo, e ὅρκος, "giuramento") è lo scongiuro mediante il quale con gesti, formule e oggetti, una persona investita di un ruolo sacrale scaccia una potenza avversa.

Il fenomeno è molto antico e presente in tutte le culture, non soltanto in quella cattolica. La credenza nella possessione, ossia nella possibilità che entità spirituali di vario tipo, angeliche o infere, possano entrare in un corpo umano vivente e utilizzarlo temporaneamente o stabilmente, appare condivisa dalla gran parte dei popoli, in tutti i tempi e le aree della Terra. I rituale esorcistico ha lo scopo di liberare una persona (o talvolta un luogo) infastidita e tormentata da un'entità avversa e malvagia. Il fenomeno è riconosciuto dai tre grandi sistemi di fede: cristianesimo, buddismo, islamismo. Nella nostra cultura cristiana l'entità avversa è identificata con il Demonio e con la sua schiera di angeli caduti che possono arrivare a manifestarsi sul piano materiale servendosi del corpo di una persona.

Il "Grande Avversario" (Satana), l'oppositore, il nemico di Dio per eccellenza che a causa della sua superbia è stato precipitato nell'abisso infernale senza alcuna possibilità di salvezza (anche se su questo particolare i sostenitori della teoria dell'Apocatastasi non sono d'accordo) continuerebbe a tormentare, odiare e accanirsi contro un essere umano che parrebbe essersi dimenticato della sua oscura presenza.

IL RITUALE ROMANO

Apparentemente l'esorcismo potrebbe sembrare un retaggio medievale di vecchie credenze, una pratica desueta che, a dire il vero, provoca anche un certo imbarazzo tra gli ambienti cattolici. Invece, contrariamente a ciò che ci si può aspettare da un mondo moderno, tecnologico, ove la scienza riesce a spiegare la maggior parte delle malattie e dei disturbi psichici, la richiesta di liberazione da possessione demoniaca è molto diffusa e in costante crescita. Nella tanto moderna e industrializzata Milano, la diocesi, a causa della crescente richiesta di intervento, ha raddoppiato i sacerdoti esorcisti che da sei sono passati a dodici.

Dal punto di vista più razionale il ricorso all'esorcista implica la propensione del paziente a supporre, dinanzi a turbe psichiche, a malattie o sventure, un eventuale maleficio ricevuto o un influsso diabolico. Il sistema di presupposizioni dipende dalle situazioni socioculturali e psicologiche derivate dall'ambiente d'origine. È compito dell'operatore esorcista accertare, mediante un esame e tecniche di tipo tradizionale, la presenza o meno di forze malefiche. Le regole sottese all'indagine e alla cura sono fissate, per il sacerdote cattolico delegato dalla Chiesa, nel testo del Rituale romano risalente al 1614, poi ammodernato con qualche criterio di apertura psicologica, che ha affrancato il rito dagli elementi più marcatamente magici e drammatici. Tra i requisiti per accertare un caso di reale possessione ci sono la glossolalia (parlare perfettamente lingue sconosciute dal soggetto, spesso morte o molto rare), elementi di parapsicologia (conoscenza di avvenimenti, fatti o oggetti dei quali il presunto posseduto non può essere a conoscenza), forte avversione al sacro e lo svilupparsi di una forza sovrumana in soggetti che, per statura, età o costituzione fisica, sono impossibilitati ad averla.

I tre stadi di manifestazione demoniaca sono:

Infestazione - l'entità inizia ad impadronirsi dell'ambiente circostante della "vittima". Ciò può causare spostamenti di oggetti, rumori notturni, poltergeist etc.

Vessazione - il soggetto è colpito nella sua stabilità mentale. Inizia ad udire voci, sviluppare pensieri ossessivi, avere visioni e incubi ricorrenti.

Possessione - l'entità prende completamente possesso della volontà del soggetto, parla attraverso questo con alterazioni della voce, provoca crisi compulsive, paralisi momentanee o movimenti innaturali.

LA RISPOSTA PSICHIATRICA

La possessione diabolica andrebbe diagnosticata, secondo il manuale DSM (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) come "distrubo dissociativo non altrimenti specificato". In particolare si tratterebbe di distrurbo da trance dissociativa ovvero "distrubo singolo o episodico dello stato di coscienza, dell'idendità o della memoria, tipico di luoghi o culture particolari. La trance dissociativa consiste del restringimento della coscienza dell'ambiente attorno a sè o dei comportamenti stereotipati o in movimenti che vengono sperimentati come al di fuori del proprio controllo. La trance da possesioje comporta la sospensione dell'usuale senso di identità personale con una nuova identità, attribuita all'influenza di uno spirito, potenza, divinità o altra persona" (DSM- IV:490-1). Il rapporto tra esorcista ed esorcizzando risulta fondato sul potere gerarchico del primo sul secondo, in virtù del ruolo riconosciutogli come rappresentante ufficiale della Chiesa. Il terapeuta esercita verso il paziente la facoltà d'intimargli, nel corso della procedura rituale, l'indirizzo da seguire con il corpo e la mente. Insomma è proprio la convinzione dell'indemoniato riguardo alla sua condizione che provoca le crisi ed è la sua stessa fiducia nel potere dell'esorcismo che può liberarlo dal suo male. La liberazione avviene, dunque, secondo modi culturalmente determinati, condivisi dagli attori del rito. Un meccanismo che può durare mesi, a volte persino anni. Ci sono casi documentati di esorcismi che si sono protratti per più di dieci anni prima che il posseduto fosse liberato.


LIBERAMI: IL DOCUMENTARIO DELL'ANTROPOLOGA FEDERICA DI GIACOMO


Per la categoria documentari, nella sezione "orizzonti" della mostra del Cinema di Venezia, è stato presentato "Liberami", il documentario dell'antropologa Federica di Giacomo che, per be tre anni, ha indagato in Sicilia il fenomeno dell'esorcismo.


Il risultato è straordinariamente significativo quanto inquietante. Il fenomeno, con tutta la ritualità che ne deriva, è assai più diffuso di quanto si possa immaginare. Ciò che emerge da questa inchiesta, oltre a scenari degni dei più classici film horror sul tema, è molto più spaventoso di qualsiasi finzione cinematografica.

È il mostrarsi della fragilità umana che, oggi come un tempo, ha bisogno di delegare il proprio male a qualcosa di soprannaturale. Credere che una potenza invisibile possa essere la causa delle nostre sofferenze è la strada più comoda per cercare il famoso capro espiatorio da sacrificare. Ecco che allora entra in scena l'esorcista (ma potrebbe essere il mago, il veggente o lo stregone di turno). Inconsapevolmente si recita un ruolo, si assume la parte dell'indemoniato e si crede fortemente nel potere di liberazione come ultimo anelito di speranza per liberarsi da quei demoni interiori dai tanti nomi che la psicologia, come la chiesa, conosce bene. Si chiamano disagio, emarginazione, disperazione e squilibrio.


Di seguito un estratto.

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